Il Barbone di partanna

Scheda Tecnica

Anno di stesura :  2006
Lingua : DIALETTO SICILIANO
Atti : 1
Durata : 55'
Ambientazione : TEATRO
Personaggi maschili :  16
Personaggi femmili : 9
Depositato S.I.A.E. : SI 

Trama

Signore e signori, la rappresentazione di stasera è stata annullata. I tecnici stanno smontando la scena perché il teatro è stato occupato dai barboni invitati ad assistere a questo spettacolo, organizzato per loro a scopo di beneficenza. Che individui sono questi? Senza dignità? Che vita è la loro? Una vita apparentemente priva di senso: il loro corpo compie gesti incomprensibili, ossessivi, assurdi - significanti di un significato rimosso e ricacciato nei più reconditi anfratti dell’anima.
Un conflitto, un trauma altrimenti rimosso: infanzia negata, amore negato, maternità negata, emozioni negate. Chi è di preciso IL BARBONE DI PARTANNA? È il barbone dentro di noi, quello che tutti noi potremmo diventare se solo ci capitasse di romperci in mille pezzi e non ritrovarne più nessuno. Perché sai, spettatore, “ti putissi capitari puru a tia” anzi, peggio, ” ci putissi capitari a to’ figghiu…”.
Senza retorica, senza ostentazione del dolore, ma con l’usuale divertita leggerezza con cui la regista affronta temi di questa importanza, IL BARBONE DI PARTANNA dà voce a chi si è smarrito, a chi è stato emarginato, a coloro che sono stati travolti dagli eventi della vita e ciononostante non hanno perso la loro fierezza. Il barbone che Anna Mauro ci presenta lo ha un passato: il suo vissuto è seppellito sotto le coperte, ma basta una piuma per farlo riaffiorare. È restio a parlare di sé, ma se ci si avvicina nel modo giusto si schiude, raccontando la sua storia. Non ha perso la dignità, anzi spesso ha scelto la sua condizione proprio per non avere accettato di scendere a compromessi. Non è una persona incapace e fallita: spesso istruita, creativa, con un’intelligenza troppo vivace che le ha fatto vivere gli eventi della vita in maniera più intensa. Simbolo di tutti i barboni, Ariel dipinge con la voce e con il corpo tutta la gamma dei sentimenti umani (di quell’Uomo che il barbone Diogene cerca senza trovarlo): la libertà, la rabbia, la paura, la gioia, il dolore, l’amore per l’arte e la natura. Cos’è allora IL BARBONE DI PARTANNA ? Un viaggio di esplorazione fra coloro che hanno chiuso con il mondo, che dal mondo si proteggono con una coperta. Certi ipocriti benefattori o ricchi frequentatori di teatro che a loro volta si fanno scudo con lussuose pellicce, disprezzano i barboni perché essi mettono a nudo le loro debolezze. Ma se, come sostiene l’Autrice, il teatro è la voce degli invisibili, l’idea è che tu, spettatore, uscendo dalla sala e incontrandone uno, sospenda il giudizio, e ti chieda: cosa si nasconde dietro quella coperta? (Simonetta Genova)