Cca’ c’e’ sempri u’ suli

Scheda Tecnica

Anno di stesura :  2003
Lingua : DIALETTO SICILIANO
Atti : 1
Durata : 90'
Ambientazione : BORGATA PALERMITANA
Personaggi maschili :  5
Personaggi femmili : 6
Depositato S.I.A.E. : SI
   

Trama

“ Ccà c’è sempri u’ suli ”: dietro c’è tutto l’amore per la propria terra. Non si tratta però di un pittoresco superficiale, né di una Palermo da cartolina. La farsa è il mezzo per coinvolgere il pubblico con la risata e la solarità che la Sicilia esprime mentre mostra le sue molteplici contraddizioni. Il linguaggio stesso non è falsato o edulcorato, ma tale da potere essere udito origliando, non visti, dalle parti del mercato di Ballarò o nel cortile di un qualsiasi quartiere popolare della città.
Nella preparazione dei “babbaluci”, prelibatezza di lumache raccolte da cardi spinosi, da contraltare ai risvolti comici fa l’allegoria, complessa e amara, del siciliano risucchiato dalla sua casa, da cui si separa con dolore anche se fa acqua da tutte le parti. I “babbaluci” lasciano una traccia dovunque vadano e finiscono ammucchiati alla rinfusa insieme a centinaia di loro simili, creature manipolate a proprio uso e … “consumo”. Ma qualcuno, di tanto in tanto, si ribella, dirigendosi risoluto verso la libertà; ricacciato violentemente indietro, la sua sorte è in pentola: non gli resta altro che soddisfare il palato esigente di coloro che lo vogliono fagocitare. Lo spettatore viene travolto dalle chiacchiere, stordito dai battibecchi, divertito dalle esibizioni dei popolani che si improvvisano artisti. Nella sua mente rimbalzano il pensiero della simpatia dei siciliani e quello della tenacia delle loro radici, che nessuna lusinga - anche se viene da “lì sopra” - potrà mai spezzare. (Simonetta Genova)
Categorie:   Farse
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